CRONISTORIA U4V

Cronistoria del “rapporto di crisi” UNESCO/VICENZA che ha portato alla formazione del Gruppo U4V, fino al report prodotto da ICOMOS inviato il 15 gennaio 2016 dalla Direttrice del WHC (Centro del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO), Mechtild Rössler. Il documento è stato inviato al Governo italiano, tramite Vincenza Lomonaco, Ambasciatrice italiana e Delegata UNESCO, quindi trasmesso per conoscenza al Comune di Vicenza il 2 febbraio 2016. Alla cittadinanza è stato reso noto dalla stampa solo il 14 giugno, 4 mesi dopo, dal vicesindaco Jacopo Bulgarini d’Elci. La cronistoria riguarda le aree attenzionate nel Report, a partire dalla nuova Base Militare Dal Molin, prima ad essere posta sotto l’attenzione della Presidenza UNESCO con l’Istanza 2007/2010 consegnata a Parigi il 1 febbraio 2010 (vedi Timeline Unesco/Vicenza).

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  • Dal 2001
    Un gruppo di cittadini attivatosi come Comitato per la Difesa del Centro Storico, coordinato da Francesca Leder, scrive alla Commissione Italiana UNESCO di Roma: temi di preoccupazione e denuncia sono gli incombenti progetti di parking multipiano in Viale Eretenio e nell’area dell’ex Macello. La questione manterrà occupato per molti anni il Comitato nato per l’occasione, fino alla risoluzione del problema dovuta all’abbandono del progetto da parte dell’Amministrazione comunale.
  • 9 giugno 2007
    Dopo la prima grande manifestazione NO DAL MOLIN – ricordata come la Manifestazione dei Centomila – del 14 febbraio 2007, nella notte tra il 9/10 giugno l’operazione di arte civile The Wandering Cemetery   i morti in guerra degli Altipiani –inizia un percorso di sensibilizzazione sulla contraddizione di principio tra la vocazione culturale della città di Vicenza – il suo Patrimonio Unesco – e la militarizzazione imposta con la NUOVA base. L’operazione, ostacolata dal Sindaco Enrico Hüllweck, vede partecipare 400 persone ed è ideata e condotta da Alberto Peruffo. Pochi giorni dopo viene avviata l’Istanza VICENZA OUT OF UNESCO, se a Vicenza, Città Unesco nella sua interezza, sarà costruita la nuova base. Primo firmatario sarà Mario Rigoni Stern, il grande scrittore di Asiago.
  • 8 settembre 2007
    Sotto pressione per la grande forza del Movimento NO DAL MOLIN, salta la Cena di Gala in Corso Palladio organizzata dal Sindaco Hüllweck, per la quale era stata annunciata la consegna a tutti gli invitati dell’Istanza VICENZA OUT OF UNESCO. Presentata alla stampa proprio durante il primo festival popolare NO DAL MOLIN, la stessa sera della Cena l’Istanza viene siglata ufficialmente alla 52a Biennale di Venezia  come corollario dell’operazione artistica The Wandering Cemetery, la quale chiuderà con una nuova performance-apparizione l’Evento Beuys, durante la Notte dei 100 giorni per la Difesa della Natura. Il video dell’operazione sarà esposto per 3 mesi all’Arsenale Nuovo, Spazio Thetis, Biennale di Venezia, insieme con i moduli da firmare per l’Istanza. All’inaugurazione Alberto Peruffo e Maurizio Mazzetto (sacerdote-attivista tra i principali coordinatori dell’opera) spiegheranno al folto pubblico intervenuto – il classico ambiente artistico chiuso dentro a circuiti asfittici – le ragioni dell’opera e del loro essere presenti, considerando che saranno seguiti dalla Digos e da agenti in uniforme della Polizia e dei Carabinieri durante la performance finale. Fatto mai accaduto in Biennale e che creerà malumore e disagio tra i curatori.
  • 3 ottobre 2008
    Dopo un anno di lavoro e di raccolta firme per l’Istanza e altre azioni di sensibilizzazione (tra cui Uomini di cultura perché tacete e il Triste Palladio Fumante) viene organizzata dalla Casa per la Pace una Giornata Unesco per la salvaguardia del Patrimonio di Vicenza dal titolo LA BASE O L’UNESCO. Ideata e curata da Alberto Peruffo, originariamente prevista a Palazzo Chiericati – opera illustre del Palladio – e patrocinata dal Comune e dalla Giunta del neoeletto Sindaco Achille Variati (vincitore alle urne grazie al Movimento NO DAL MOLIN), alla Giornata viene inspiegabilmente strappato il Patrocinio, pochi giorni prima, dalla stessa Giunta e spostata ai Chiostri di Santa Corona, nonostante l’alto profilo dei relatori che parleranno alla conferenza prevista per il pomeriggio. Parteciperanno alcuni tra i maggiori esperti italiani in tematiche di diritto e urbanistica legate all’UNESCO, tra cui i proff. Antonio Papisca, Domenico Patassini, Federico Lenzerini, con Margherita Verlato (presidente di Italia Nostra Medio e Basso Vicentino) e il prof. Giuliano Menato (critico d’arte di Vicenza), moderati dal segretario dell’Accademia Olimpica, Cesare Galla. I manifesti, già stampati, usciranno con un buco tra l’imbarazzo generale dei partecipanti e dei cittadini, che 2 giorni dopo, il 5 ottobre del 2008, in più di 23000 (!) voteranno No alla base nella Consultazione Popolare, anch’essa disinnescata dallo Stato Italiano (fu resa “illegale”) e dagli amministratori locali, in primis Achille Variati, che l’indomani si presenterà alla Casa per la Pace parlando per la prima volta di compensazioni, poche ore dopo “l’eccezionale risultato” della Consultazione, considerato il palese boicotaggio delle autorità italiane. Progetti come Parco della Pace e Tangenziale Nord si profilano all’orizzonte.
  • 3 ottobre 2009
    Continua l’operazione The Wandering Cemetery e VICENZA OUT OF UNESCO. Dopo essere passate per Firenze (Terra Futura c/o Fortezza da Basso) e di nuovo a Venezia (Fondazione per la Pace c/o Chiesa dei Frari), ritornano a Vicenza per la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, dove Alberto Peruffo riformula la questione UNESCO con una grande scultura digitale mediante centinaia di computer (Gandhi’s Upstanding Netpoint) i quali, in contemporanea, invieranno da Vicenza e da altre nazioni collegate una lettera di rimostranze (APPELLO DI PROCEDURA DEFINITIVA ALL’UNESCO, bilingue) alle dirigenze di Parigi annunciando la consegna delle firme dell’Istanza. Il 27 ottobre un grande concerto con Vinicio Capossela e Mario Brunello siglerà l’impegno di fronte a un Teatro Olimpico esaurito. L’operazione The Wandering Cemetery e l’istanza VICENZA OUT OF UNESCO saranno protagoniste assolute dell’Annuario Geopolitico della Pace 2009, che dedicherà all’operazione artistica l’intera parte iconografica. La redazione dell’illustre rivista di impegno civile è diretta personalmente da Giovanni Benzoni, Presidente dell’Accademia delle Belle Arti di Venezia.
  • 1 febbraio 2010
    Parigi: con un gruppo di attivisti, Alberto Peruffo è ricevuto personalmente – su appuntamento – dalla Presidenza UNESCO il giorno in cui si riunisce l’ICOMOS. Consegnerà nelle mani di Mechtild Rössler più di mille firme dell’Istanza 2007/2010 “VICENZA OUT OF UNESCO se sarà costruita la NUOVA base”, spiegando a voce e nel dettaglio la situazione ambientale-urbanistica e l’impatto socio-culturale della “nuova” Base, la palese contraddizione di principio tra l’installazione militare e la vocazione culturale di una città Unesco, i risultati della Conferenza dell’ottobre 2008 con la “manifesta illegalità” espressa dall’importante giurista Prof. Antonio Papisca – autorevolissimo giurista fondatore del Centro Diritti Umani dell’Università di Padova, Cattedra UNESCO – le negligenze delle autorità italiane, locali e nazionali. Fuori dal Palazzo dell’Unesco sarà messa in opera, cogliendo di sorpresa funzionari e gendarmeria, l’opera PACTA SUNT SERVANDA, per assicurarsi l’incolumità e l’efficacia della consegna. L’Istanza VICENZA OUT OF UNESCO consta di un dossier+documento con più di 1000 firme di privati cittadini: primo firmatario Mario Rigoni Stern, il grande scrittore di Asiago.
  • 19 marzo 2010
    A seguito dell’avvio della costruzione della NUOVA base con i primi impressionanti cantieri e di arroganti affermazioni delle autorità militari rilasciate sui quotidiani locali, Alberto Peruffo invia una nuova lettera con documenti e foto allegate alla Presidenza Unesco. Il giorno stesso Mechtild Rössler, capo della sezione Europe & North America dell’World Heritage Centre, risponde con la lettera ufficiale WHC/74/2463/IT/PA/MR assicurando che l’UNESCO ha preso in seria considerazione le preoccupazioni dei cittadini di Vicenza sui potenziali pericoli del sito. La Rössler si impegna di informare personalmente la Delegazione Unesco italiana e l’ICOMOS per avere delle risposte precise.
  • 31 maggio 2010-ottobre 2010
    Nel documento WHC-10/3u COM/7B.Add dell’ottobre 2010 a p. 154 si apprende che le Autorità Italiane informano il World Heritage Center che alla data del 31 maggio 2010 «la proposta base militare Dal Molin sarà situata molto al di fuori [far outside] della buffer zone della proprietà del Patrimonio Mondiale e che non avrà alcuno impatto negativo sulla proprietà». La NUOVA base dista invece solo 1,5 km dal centro città, dal Patrimonio Unesco, dalla Basilica Palladiana, e la buffer zone nella parte nord della città non è mai stata rigorosamente definita. Il World Heritage Committee richiede così «i progetti che consentano una valutazione su ogni potenziale impatto della base militare Dal Molin sulla proprietà» (Draft Decision 34 COM 7b.90).
  • 23/27 giugno 2010
    Seguono molte altre azioni di sensibilizzazione, tra le quali IL GRANDE FARDELLO – collettiva di artisti guidati sempre da Alberto Peruffo – a Festambiente dove vengono riportati all’interno di un “social container”, in forma microscopica, i responsabili della deriva culturale e urbanistica della Città di Vicenza, citando le compensazioni che stanno per essere messe in atto dopo aver insabbiato la Consultazione Popolare del 5 ottobre 2008: fuori dal container vengono affissi adesivi VICENZA OUT OF UNESCO facendo riferimento al Tristissimo Giardino Orientale, il nuovo progetto del cosiddetto Parco della Pace, a cui partecipa anche il noto studio di architettura dell’opinionista del Giornale locale, Flavio Albanese. La NUOVA base è infatti oramai una realtà in costruzione.
  • 31 dicembre 2010
    Enzo Ciscato e Annetta M. Reams, cittadini di Vicenza, inviano un dettagliato dossier alla Presidenza UNESCO dal titolo VICENZA – ITALY UNESCO HERITAGE – An update from the City of Andrea Palladio – Winter 2010. Il dossier parte dalle considerazioni su quanto dichiarato dalle Autorità Italiane nel punto precedente (“far outside”, “any negative impact”, 31 maggio 2010) e contiene importanti documenti: fotografie, articoli di giornale, la lettera del 17 settembre 2007 inviata dal Commissario Paolo Costa al Ministro della Difesa Arturo Parisi (dove si apprende la volontà delle autorità di bypassare le regole dello Stato Italiano e di insabbiare il dissenso), la testimonianza giornalistica dell’importanza del Referendum del 5 ottobre 2008 bloccato sempre dalle autorità italiane, il Report della disastrosa Alluvione del 1° novembre 2010 con la relativa documentazione della distruzione dell’antico reticolo idrico dove si sta costruendo la nuova base, la quale muterà pure la struttura degli argini del Bacchiglione; in allegato pure la risoluzione n° 259 del Congresso Americano del 6 dicembre 2010 con cui si dichiara Andrea Palladio padre dell’Architettura Americana. Si chiede conto delle contraddizioni di una città Unesco che presto sarà invasa da nuove centinaia di militari addestrati per andare in guerra, si solleva la questione sull’impatto socio-culturale del nuovo mega-insediamento (600.000 mc di cemento, 2 km lineari) e si domanda che fine abbiano fatto le migliaia di firme consegnate da Alberto Peruffo il 1° febbraio dello stesso anno a Parigi.
  • 21 gennaio 2011
    Petya Totcharova – nuovo Chief Europe & North America UNESCO – risponde ufficialmente a Enzo Ciscato e Annetta M. Reams – protocollo WHC/74/3556/IT/JS/PT – assicurando che ha preso in carico il Dossier spedito il 31 dicembre 2010 e che i documenti allegati saranno inviati alle Autorità competenti italiane, per commenti, mentre l’ICOMOS sarà informato sull’evoluzione dei fatti.
  • 24 luglio 2012
    Probabilmente messo sotto pressione dall’UNESCO (U4V sta aspettando altri documenti ufficiali, mai resi pubblici) il Comune di Vicenza indice «una procedura negoziata al fine di procedere alla redazione dello studio di valutazione dei rischi ambientali e accidentali sul patrimonio del sito UNESCO “La città di Vicenza e le Ville del Palladio nel Veneto”». Accertata la somma di 99.900 euro relativa al finanziamento concesso dal Ministero dei Beni Culturali (pgn, 20113 del 19.03.2012), il Dirigente comunale con la nota n. 54864 del 26 luglio 2012 invita 5 ditte a presentare la loro migliore offerta entro le ore 12.00 del 10 agosto 2012. Siamo in periodo preferiale. «Entro tale data perviene un solo plico», presentato dall’Arch. Pierpaolo Ricatti, Corso Palladio 25, Vicenza. In data 16.08.2012 viene affidato l’incarico allo Studio Ricatti con un compenso professionale+oneri+iva per un totale di 56.628 euro (U4V è ancora in attesa di poter consultare lo studio).
  • 8 dicembre 2012
    Impressionante “Performance collettiva di disinstallazione temporanea dell’ex Base Dal Molin” sul lato sud del perimetro dal titolo VERGOGNA. VICENZA PATRIMONIO VERGOGNOSO DELL’UNESCO. 100 grandi fumogeni fanno sparire la Base. Azione di arte civile di grande impatto, ancora sotto la regia di Alberto Peruffo, durante il 2° DIGIUNO COME RESISTENZA NEL SEGNO DELL’AMORE ideato da Giovanni Marangoni (Cristiani per la Pace) e la Giornata Europea del Patrimonio. Sarà seguita nei giorni successivi da una spread-action via facebook con centinaia di lettere inviate alla Presidenza Unesco e al Ministero della Cultura Italiano, poi raccolte in un Brogliaccio Unesco da consegnare alle autorità competenti per segnalare la loro posizione di “ingarantisimo”, inefficacia e contraddizione dei propri principi.
  • 10 dicembre 2012
    Due giorni dopo, il WHC scrive all’Ambasciata italiana preoccupata «dell’espansione della base militare in prossimità della proprietà del Patrimonio Mondiale»!
  • 18 febbraio 2013
    Seminario UNESCO indetto dal Comune. Alberto Peruffo si iscriverà a Roma e sarà accompagnato – “fatto gravissimo”, secondo i sostenitori del Movimento No Base, trattandosi di un seminario “culturale” – da 4 agenti della Digos di Vicenza. Fuori da Palazzo Thiene Longare Bonin sono presenti molti attivisti No Dal Molin. Le preoccupazioni degli organizzatori sono fondate. Peruffo – sottoposto ad un colloquio prima a camere chiuse – alla fine smaschera pubblicamente i relatori e il Seminario si rivelerà essere una farsa dal punto di vista della salvaguardia del Patrimonio: esso infatti sarà in parte «uno scialbo spot commerciale» per lanciare un imprenditore della videosorveglianza e un «semplice atto di apparente buona condotta amministrativa» per attirare l’Ufficio Unesco da Roma che mostrerà invece – incalzato da domande specifiche – la propria impreparazione sulla situazione attuale di Vicenza, nonostante le lettere spedite in Italia dalla Presidenza di Parigi. Peruffo consegna personalmente a Francesca Riccio del MiBAC Ufficio Patrimonio Mondiale Unesco il Brogliaccio Unesco dell’azione dell’8 dicembre 2012 con le testimonianze dei cittadini di Vicenza, Brogliaccio che invierà al WHC in data 21 febbraio 2013, denunciando l’impreparazione degli uffici. «Deplorevole» (v. link) anche il comportamento del Sindaco di Assisi, Claudio Ricci, presidente dei Siti e dei Beni Italiani Patrimonio Mondiale Unesco, che si rifiuta di dare anche solo la minima attenzione al caso Base militare, durante e alle fine del Seminario.
  • 21 marzo 2013
    Kishore Rao, Direttore del World Heritage Centre, scrive nuovamente all’Ambasciatore italiano, Maurizio Enrico Luigi Serra, Delegato Permanente dell’Unesco in Italia, esprimendo forti preoccupazioni, dopo la lettera del 10 dicembre 2012, sulla situazione di Vicenza a seguito della costruenda nuova base militare. Allega le nuove corrispondenze ricevute nella lettera del 21 febbraio 2013 – le testimonianze dirette dei cittadini di Vicenza – raccolte nel Brogliaccio Unesco dell’azione dell’8 dicembre 2012, da consegnare alle autorità nazionali competenti. La corrispondenza allega testimonianze durissime che accusano di ingarantismo l’UNESCO, che chiedono di sapere i nomi e cognomi delle autorità italiane che hanno dichiarato la Base “far outside”;  si porta pure alla conoscenza della Presidenza la «farsa del seminario» del 18 febbraio 2013 e le procedure anomale con cui è stato condotto. Il Direttore del Servizio del Ministero dei Beni Culturali, Gianni Bonazzi, invierà la nota CLT/WHC/6276/IT/MM/PT del 21.03.2013 al Comune di Vicenza e alla Direzione dei Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto, il 15 aprile 2013. Delle 14 pagine inviate al Comune e alla Regione ai cittadini non è data mai notizia (U4V viene a saperlo richiedendo gli atti dopo il 14 giugno 2016).
  • 16 aprile 2013
    Petya Totcharova  – Chief Europe & North America UNESCO – scrive invece una nuova lettera ufficiale ad Alberto Peruffo – protocollo CLT/WHC/6402/IT/MM/PT – dove spiega che il WHC ha preso atto del Brogliaccio Unesco ricevuto il 21 febbraio 2013, con le allarmanti testimonianze dei cittadini di Vicenza, concludendo che «non falliremo di discutere quanto sopra affermato con le autorità competenti».
  • 27 giugno 2013
    Esce un importante dossier su ALTRAECONOMIA dal titolo l’Unesco fa la forza a firma di Luca Martinelli, che inquadra la situazione di Vicenza a livello nazionale, mettendola in relazione con altri siti a rischio. È il numero 150 dell’importante rivista nazionale: la cover sarà intitolata SE ESCO DALL’UNESCO, prendendo spunto dall’Istanza di Vicenza 2007/2010 documentata nel dossier.
  • 2 luglio 2013
    Il vicesindaco Jacopo Bulgarini D’Elci inaugura la nuova base Dal Molin, che diventa Del Din. Dopo l’inganno semantico nuova/ampliamento che ha permesso di raggirare i patti bilaterali, oscurando il dibattito parlamentare e le relative procedure costituzionali, le autorità italiane e l’Amministrazione vicentina «perpetrano un ulteriore inganno semantico» cambiando il nome alla Base, cancellando di fatto tutta la battaglia di dissenso legata al vecchio nome Dal Molin. Sulla Base Del Din, per la storia e le fonti recenti, non esiste alcuna “memoria del dissenso”, cancellata in un colpo solo, facendo leva sulla parentela fonetica dei nomi (!). Forse il momento più basso di questa cronistoria. La cittadinanza reagisce. La sera stessa sarà organizzata una grande fiaccolata e molti saranno gli appelli spontanei all’UNESCO e alla violazione dei principi di una Città che invece di essere di Pace e Cultura in effetti è ora diventata una città in mano all’economie di guerra, militarizzata in pochi chilometri lineari come nessun’altra, una città che ora ritrova il suo futuro – la cittadella degli studi di Piazza Baden Powell, con la più alta concentrazione di istituti scolastici superiori della provincia – nel baricentro geografico perfetto tra le due grandi basi di Vicenza: Caserma Ederle e la nuova Dal Molin/Del Din. Le due grandi Basi assediano l’immaginario e gli spazi aerei delle scuole di Vicenza.
  • 7 agosto 2013
    Nei giorni di Hiroshima e Nagasaki, Alberto Peruffo sposta l’azione sulle montagne sopra Vicenza, dove “brucia simbolicamente la memoria” calpestata da coloro che hanno voluto la Base. The Burning Cemetery – performance fatta tenendo lontano qualsiasi forma di spettacolo e la stampa, con la collaborazione di giovani ospitati in un campo internazionale di Pax Christi – avrà grande eco nell’immaginario degli attivisti e sarà citata come inizio dei Centanni a Nordest di Wu Ming 1, report apparso prima su Internazionale e poi come libro edito dalla Rizzoli e accolto con grande interesse dal pubblico nazionale. The Wandering Cemetery diventa «opera simbolo della guerra ovunque» che che si alligna nei territori, pure in quelli dichiarati Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. L’operazione tra le montagne di Asiago è il preludio per La Consegna della Ceneri ai responsabili.
  • 11 agosto 2014
    L’Osservatorio Urbano Territoriale (OUT) – tramite Francesca Leder – invia una nota al WHC denunciando la mancanza di un’adeguata conservazione del paesaggio storico di Vicenza e informa lo stesso sullo stato di avanzamento del progetto di un enorme complesso insediativo per usi residenziali, di servizi e commerciali denominato “Borgo Berga”, in un’area ambientalmente e paesaggisticamente fragilissima, compresa fra i fiumi Bacchiglione e Retrone, a sud del centro storico, a poche centinaia di metri dalla Rotonda in adiacenza alla buffer zone. Prende avvio, per l’UNESCO, la questione Borgo Berga, ex Cotonificio Rossi. Lo Stato risponderà il 13 febbraio 2015.
  • 30 dicembre 2014
    L’Osservatorio Urbano Territoriale (OUT) – tramite Francesca Leder – scrive per la seconda volta al WHC informando sull’imminente approvazione in sede di Consiglio comunale (effettivamente avvenuta il 13 gennaio 2015) dello studio di fattibilità relativo al potenziamento della linea ferroviaria Milano-Venezia (tratta Verona – Vicenza) mediante realizzazione della linea alta velocità/alta capacità (AV/AC). Il progetto prevede un imponente corredo di infrastrutture collegate che includono: la realizzazione di due nuove stazioni ferroviarie (una prevista in zona Fiera e l’altra in zona Tribunale/Borgo Berga) e la realizzazione di un tunnel idraulico e viario di 1.350 m di lunghezza, 14 m di larghezza e 17 di altezza sotto la collina di Monte Berico con uscita in prossimità della famosissima Villa Valmarana dei Nani (affrescata dai Tiepolo), molto a ridosso della villa La Rotonda (parte del W.H.). La questione assume una valenza internazionale e per questo viene documentata da numerose testate italiane e straniere. 
  • 3 gennaio, 9 febbraio, 13 febbraio, 5 maggio 2015
    Stretta  corrispondenza tra Ambasciata e WHC. L’Ambasciata italiana invia 4 note al World Heritage Centre per aggiornarlo sulla situazione di Vicenza.
  • 9 febbraio 2015
    Lo Stato risponde al WHC – a riguardo della Base – che «si tratta di un’espansione di una base esistente dal 1950, che la Municipalità ha promosso azioni per ridurre il suo impatto e che nell’adiacente area di 63 ettari è prevista la trasformazione a parco urbano come filtro tra la città e la base». Sull’espansione, il WHC smentisce subito lo Stato (che ha ancora il coraggio di sottintendere l’ampliamento della vecchia base) con il report del 15 gennaio 2016, sottolineando pure il potenziale grave impatto socio-culturale che la Base sta già avendo, “erodendo la fiducia” dei cittadini.
  • 13 febbraio 2015
    Arriva la risposta anche per il Complesso insediativo residenziale e di servizi nel precedente Cotonificio Rossi da parte del Comune di Vicenza. WHC risponde in modo molto particoleraggiato – sempre nel report del 15 gennaio 2016 – che le spiegazioni, i documenti e le procedure attuate dal Comune di Vicenza non sono sufficienti di fronte alla grandezza del nuovo complesso: «la scala dello sviluppo già completato è enorme»!
  • 14 aprile 2015
    Lo Stato Parte (Comune di Vicenza) risponde in merito alla TAV/AC fornendo una relazione di 54 pagine e uno studio di fattibilità elaborato dalla compagnia ferroviaria. 
    ICOMOS osserva nel report del 15 gennaio 2016 che «il progetto della nuova infrastruttura di trasporto si sviluppa attraverso lavori estesi, tecnicamente complessi e costosi […], che certamente avranno impatti nell’intero tessuto urbano, come pure complessità idrologica e geologica. L’apertura di un largo tunnel sotto Monte Berico, vicino alla Villa Valmarana dei Nani è di grande preoccupazione […] e osserva che questi lavori probabilmente dureranno diversi anni creando sostanziali inconvenienti e impatti negativi indiretti alla vita socio-economica della città». L’ICOMOS Sottolinea infine che l’UNESCO non è mai stato informato di niente.
  • 15 gennaio 2016
    Mechtild Rössler – Direttrice del Cento Patrimonio Mondiale – invia all’Ambasciatore italiano presso l’UNESCO il report ICOMOS CLT/HER/WHC/8555/IT/AS/MR.
  • 16/17 gennaio 2016
    A dieci anni dall’inizio dell’opposizione popolare contro la Base il movimento NO DAL MOLIN si ritrova sul lato nord del nuovo insediamento militare per preparare le ceneri di The Burning Cemetery che saranno consegnate presso tutti gli insediamenti militari di Vicenza e ai due Sindaci ritenuti responsabili dagli attivisti della deriva militare della Città UNESCO, Achille Variati ed Enrico Hüllweck. La nuova performance, dal titolo NON TORNERANNO I PRATI, sempre sotto la regia di Alberto Peruffo, dà inizio alle iniziative in ricordo dei dieci anni di opposizione alla Base, opposizione ancora più viva dopo l’arrivo del report siglato il 15 gennaio 2016, reso pubblico il 14 giugno.
  • 2 febbraio 2016
    Lo stesso documento viene recapitato al Comune il quale tiene segregato il documento e prosegue senza conseguenze o ripensamenti i progetti urbanistici avviati.
  • 10 maggio 2016
    Il Corriere del Veneto pubblica l’articolo di Gianmaria Collicelli: Borgo Berga, TAV, base USA. Gli ispettori UNESCO in città: ‘Il marchio è a rischio’.  Si apprende così dell’incontro dei rappresentanti dell’ufficio UNESCO del MiBACT con il sindaco Variati, vicesindaco, assessori dirigenti comunale e rappresentanti della Sopraintendenza.
  • 14 giugno 2016
    Jacopo Bulgarini d’Elci – assessore alla crescita del Comune di Vicenza – riunisce la stampa per dare notizia di aver ricevuto dal WHC copia della lettera inviata all’Ambasciatore italiano presso l’UNESCO. In realtà quella lettera era giunta al Comune ben quattro mesi prima, per l’esattezza il 2 febbraio 2016.
  • fine maggio/ giugno 2016
    Costituzione del Gruppo U4V.

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