ESAME ICOMOS 15 gennaio 2016

Pubblichiamo la traduzione completa (si ringraziano per la traduzione del testo: Silvia Bellotto, Enzo Ciscato, Annetta M. Reams), dall’originale in inglese, del testo del documento Esame tecnico di ICOMOS del sito “La città di Vicenza e le Ville del Palladio nel Veneto” inviato il 15 gennaio 2016 dalla Direttrice del WHC (Centro del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO), dott.ssa Mechtild Rössler, al Governo italiano tramite l’Ambasciatrice all’UNESCO, Vincenza Lomonaco, e trasmessa per conoscenza al Comune di Vicenza il 2 febbraio 2016.

L’Esame Tecnico UNESCO – ICOMOS è stato presentato alla stampa – dunque alla città – dal vicesindaco del Comune di Vicenza, anche assessore alla cultura, Bulgarini D’Elci, solamente il 14 giugno 2016 (perciò con quattro mesi di ritardo rispetto alla data del suo ricevimento ufficiale). Il Comune ha allegato al testo originale, preparato in copia per i giornalisti presenti, una “traduzione non professionale”. Essa pare priva di parti essenziali la cui mancanza – a nostro avviso – distorce il significato del parere espresso dall’UNESCO sull’operato del Comune di Vicenza il quale è (lo prevede la Convenzione internazionale del 1972 e le sue successive integrazioni e interpretazioni operative), responsabile diretto della tutela del bene, e delle raccomandazioni evidenziate in quella sede.

Dal 29 febbraio 2016 al 16 maggio 2016, la giunta comunale di Vicenza ha promosso oltre dieci assemblee pubbliche dal titolo Tanti quartieri una città per fare «il punto su quanto realizzato nell’intera città in generale e nei vari quartieri in particolare dall’inizio del mandato ad oggi e su quanto previsto, in fase di progettazione o in corso di realizzazione» (v. link). Durante questi incontri non è stato fatto alcun accenno alle problematiche legate al sito UNESCO, né al documento ricevuto dal WHC nel quale, di fatto, si boccia una parte consistente dell’operato, riconoscendo all’ente pubblico numerose responsabilità rispetto ai danni arrecati al patrimonio UNESCO. Tale presa di posizione da parte dell’ICOMOS va valutata anche sotto il profilo del giudizio sulla correttezza dell’operato della giunta comunale nei confronti dei propri cittadini ai quali è stata negata la possibilità di valutare la gravità di questi aspetti e delle conseguenze che ne derivano.

A tutt’oggi la nota UNESCO non è stata discussa pubblicamente: né in Consiglio Comunale e neppure nella Commissione territorio. Men che meno con i cittadini.

La traduzione di seguito allegata evidenzia in rosso tanto le parti mancanti (ad es. date, destinatari, paragrafi, soggetti coinvolti, ecc.) tanto alcune “alterazioni” del significato letterale dei termini presenti nel testo originale dell’UNESCO così come presenti nella “traduzione non professionale” consegnata dall’Amministrazione comunale di Vicenza solamente ai giornalisti presenti alla conferenza stampa il 14.06.2016.

In appendice, per facilitare la comprensione del testo si aggiunge un glossario e alcune brevi note tecniche.

Vicenza, 6 settembre 2016

U4V | Unesco for Vicenza
Mario Basso, Romana Caoduro, Francesca Leder, Giovanni Marangoni, Alberto Peruffo.

***

UNESCO
Settore Cultura
Divisione per il Patrimonio
Piazza de Fontenay,
75352 Parigi – Francia

A Vincenza Lomonaco
Ambasciatrice delegata permanente d’ltalia all’Unesco
UNESCO

e p.c.
Commissione Nazionale dell’Italia per l’UNESCO
Focal Point Nazionale per il World Heritage
ICOMOS internazionale

Parigi, 15.01.2016

Oggetto: Esame tecnico di ICOMOS riguardante il sito “La città di Vicenza e le Ville del Palladio nel Veneto”.

Gentile Ambasciatrice,

facendo seguito alle vostre note ricevute dal Centro del Patrimonio Mondiale (World Heritage Centre)  il 3 gennaio, 9 febbraio,13 febbraio e il 5 maggio 2015, alleghiamo l’Esame Tecnico ICOMOS sullo stato di conservazione del sito “La città di Vicenza e le Ville del Palladio nel Veneto”.

Le vostre autorità dovrebbero fornire al più presto commenti fattuali sull’esame tecnico dell’ICOMOS.

Saremmo grati se le autorità italiane interessate presentassero al Centro del Patrimonio Mondiale (W.H.C.)  tutti i documenti chiesti dall’ICOMOS, nonché informare il Centro del Patrimonio Mondiale (W.H.C), in conformità con il paragrafo 172 delle Linee Operative, di ogni altro progetto pianificato all’interno del sito.

Inoltre, vorremmo sottolineare che si raccomanda allo Stato Parte di invitare al sito “La città di Vicenza e le Ville del Palladio nel Veneto” una missione consultiva per verificare il suo stato di conservazione e in particolare l’impatto dello sviluppo dei progetti in corso e pianificati all’interno del sito e della sua buffer zone (zona cuscinetto).

Colgo l’occasione per ringraziarvi del supporto e cooperazione nell’attuazione della Convenzione del Patrimonio Mondiale.

Voglia gradire, cara Ambasciatrice, le assicurazioni della mia più alta considerazione.

Mechtild Rössler
Direttrice del Cento Patrimonio Mondiale

Allegati n. 1

+++

ICOMOS ESAME TECNICO

Sito Città di Vicenza e le Ville del Palladio nel Veneto
Stato Parte Italia
ID Sito 712 bis
Data Iscrizione 1994
Criteri (i) (ii)

Progetti sotto valutazione:

  1. base militare USA Del Din-Dal Molin aeroporto (ambito esteso);
  2. complesso di edifici residenziali nell’area dell’ex Cotonificio Cotorossi tra i fiumi Bacchiglione e Retrone (adiacenza immediata alla buffer zone, in prossimità di due ville palladiane);
  3. la nuova linea AC/AV di collegamento Milano-Venezia (ambito esteso e porzioni di buffer zone);
  4. lavori grande infrastruttura di collegamento (grande tunnel sotto Monte Berico) e modifiche alle strade di accesso e circolazione del traffico (ambito esteso e porzione di buffer zone).

PREMESSE

Nel 2015 nella 39.a sessione del Comitato Patrimonio Mondiale è stata adottata la Dichiarazione Retrospettiva dell’Eccezionale Valore Universale del sito. Se ne cita un estratto:

La città di Vicenza e le ville del Palladio nel Veneto sono un sito seriale che comprende la città di Vicenza e 24 Ville Palladiane distribuite nell’area del Veneto. Iscritto nella Lista nel 1994, il sito inizialmente comprendeva solo la città di Vicenza con i suoi 23 monumenti attribuiti al Palladio, come pure tre ville fuori mura. 21 ville localizzate in diverse province sono state incluse successivamente nell’estensione del sito nel 1996.

(…) La tipica villa di campagna Palladiana sintetizza sia figurativamente che concretamente l’aspetto funzionale della gestione del territorio e l’aristocratica autocelebrazione del proprietario.

Riguardo l’integrità del sito seriale, la dichiarazione rileva che:

Lo sviluppo industriale del 21° secolo ha determinato una forte trasformazione delle aree circostanti alla città, compromettendo l’originale relazione tra città e campagna. Le ville hanno conservato la loro integrità e sono ben conservate, all’interno di un contesto territoriale che è stato sottoposto a diversi cambiamenti e per questa ragione è stato escluso dal perimetro del sito. Diverse parti del patrimonio sono state esposte alle pressioni dello sviluppo e all’impatto di regimi agricoli e forestali.

Le interrelazioni visive tra la città e le ville costruite sulle colline che si affacciano su Vicenza e i loro contesti, costituiscono  un importante aspetto per comprendere la completa integrazione delle Ville palladiane con il paesaggio e il loro ruolo come elementi regolatori del paesaggio, assieme alla loro importanza funzionale per l’utilizzazione del territorio agricolo.

A seguito di informazioni ricevute a proposito dei programmi di costruzione dell’autostrada Valdastico Sud UNESCO-ICOMOS ha effettuato una missione di monitoraggio reattivo nel 2005, che raccomandava allo Stato Parte di prendere misure atte a prevenire costruzioni inappropriate all’interno del sito e di esercitare uno stretto controllo sugli usi del suolo in modo da impedire lo sviluppo urbano e lo sviluppo di costruzioni industriali che possano nuocere al paesaggio circostante Villa Saraceno.
Dal 2005 le relazioni sullo stato di conservazione del Sito indicano tra i fattori negativi lo sviluppo insediativo incontrollato nella regione Veneto.

Il rapporto periodico del secondo ciclo indica tra i fattori attuali che hanno impatto negativo sul sito: l’edificazione, l’inquinamento, il traffico e l’alluvione, mentre lo sviluppo commerciale, le aree industriali, le infrastrutture di trasporto di terra, l’addestramento militare sono considerate ad uno stadio potenziale. I fattori negativi attuali sono indicati essere di impatto minore, ristretto (o localizzato) con una scala temporale che varia tra “una tantum o raro” a “intermittente o sporadico”. Solo l’inquinamento atmosferico è riconosciuto avere uno sviluppo ampio in atto seppur di minor impatto. La risposta di gestione è valutata tra alta e media.

Il Centro Patrimonio dell’Umanità nel 2013 e nel 2014 ha ricevuto informazioni riguardanti i sopra citati interventi di scala vasta, due dei quali sono localizzati nelle immediate vicinanze del sito benché fuori della buffer zone (la riconversione urbana del Cotonificio Cotorossi e la linea ferroviaria AC/AV e le relative infrastrutture di trasporto) mentre la base Del Din-Dal Molin è localizzata nell’ambito più vasto del sito, a 1.500-2.500 metri dalla città di Vicenza e Villa Trissino.

Il presente rapporto tecnico si rivolge ai soggetti terzi e allo Stato Parte e si basa sulla documentazione sottoscritta da entrambi, come pure su una rapida verifica dei siti web dei gruppi appellanti e dell’amministrazione comunale per informazioni aggiornate.

ANALISI

  1. Base militare aeroporto Del Din – Dal Molin

Un appello è stato ricevuto dal Centro Patrimonio Mondiale il 21.2.2013 contro la costruzione della base poiché considerata in contrasto con la natura propria di un sito patrimonio dell’Umanità e dei principi dell’UNESCO. Esso conteneva una lista di appassionati appelli da parte di numerose personalità. Si è ricevuto la risposta dello Stato Parte il 9.2.2015 che spiega che si tratta di un’espansione di una base esistente dal 1950, che la Municipalità ha promosso azioni per ridurre il suo impatto e che nell’adiacente area di 63 ettari è prevista la trasformazione a parco urbano come filtro tra la città e la base.

Valutazione delle informazioni fornite

ICOMOS osserva che l’esistente base militare USA è localizzata all’estremità orientale della città di Vicenza (Caserma Ederle), mentre quella nuova è molto più ampia e localizzata all’estremità ovest della città.

Nonostante la base USA sia stata costruita fuori dalla buffer zone, la costruzione di tale importante impattante infrastruttura avrà certamente, come minimo, impatti indiretti nella città sia in termini tangibili sia intangibili. Questi ultimi appaiono particolarmente rilevanti da un’ottica di immaginario collettivo e sociale, come attestato da molte manifestazioni, petizioni e azioni dimostrative avviate contro questa nuova base. Ciò avrebbe richiesto una consultazione preliminare generale della cittadinanza prima che ogni decisione fosse presa, anche oltre le considerazioni di valore culturale.

  1. Complesso insediativo residenziale e di servizi nell’area dell’ex Cotonificio Cotorossi

L’11.8.2014 è stata inviata una petizione al Centro Patrimonio Mondiale dall’Osservatorio Urbano Territoriale O.U.T. che denuncia la mancanza di un’adeguata conservazione del paesaggio storico di Vicenza e che informa circa l’autorizzazione allo sviluppo di un ampio complesso insediativo per usi residenziali, di servizi e commerciali in un’area compresa fra i fiumi Bacchiglione e Retrone, a sud della città storica e immediatamente adiacente alla buffer zone. Lo sviluppo era in corso e il nuovo tribunale è stato recentemente completato, ma la parte commerciale e residenziale programmata (ulteriori 14 edifici) non era ancora iniziata. La petizione ha espresso anche preoccupazione per le decisioni programmatiche del Comune che dimostrerebbero che nuovi progetti sono pianificati per la buffer zone che impatterebbero negativamente sul sito patrimonio mondiale dell’umanità a causa della loro dimensione e della loro localizzazione rispetto alla città di Vicenza e alla villa Valmarana dei Nani e villa Capra “la Rotonda”. L’appello conclude con la richiesta che Vicenza sia iscritta nella Lista dei siti in pericolo. La petizione è stata inoltrata allo Stato Parte il 21.08.2014 per un riscontro.

Lo Stato Parte risponde il 13.02.2015 informando che il complesso dismesso del cotonificio comprende una costruzione di un volume di 300.000 mc. Per la riconversione è stata prevista una conversione da industriale a funzioni miste e il progetto è stato incluso nel programma PRUSST sin dal 1998. Il piano fu implementato attraverso un piano urbanistico integrato (PIRUEA) che implicava varianti al Piano Regolatore Generale della città. Queste varianti furono approvate dalla Soprintendenza con prescrizioni dirette alla salvaguardia degli elementi del tessuto storico del Cotonificio (la ciminiera e le facciate), il carattere del paesaggio e le vedute da Monte Berico, queste prescrizioni furono incorporate nella normativa per lo sviluppo del piano. Nel 2009 il progetto originale venne modificato per mitigare gli impatti ambientali e migliorare la sua qualità architettonica, su disegno di un architetto del paesaggio. I lavori erano in corso ma 14 edifici residenziali e commerciali erano ancora da costruire. Lo Stato Parte inoltre riferiva che la sospensione e la cancellazione del progetto non sarebbe stato giustificato secondo il Comune di Vicenza.

Valutazione delle informazioni fornite

Dalle informazioni fornite dallo Stato Parte e la documentazione visiva sottoscritta dal gruppo appellante (confermato inoltre a seguito di una rapida verifica su internet) la scala dello sviluppo già completato è enorme: il nuovo complesso comprende oltre al già esistente edificio massiccio del tribunale, 6 ampi edifici multipiano (6-8) che hanno completamente saturato il piccolo isolotto fluviale che è parte del lotto edificato, con un incremento sostanziale del volume costruito e dell’altezza se confrontato con il precedente complesso manifatturiero. Tuttavia sono previsti 14 ulteriori edifici della stessa dimensione in conformità al progetto di sviluppo e alla documentazione visiva fornita dal gruppo appellante.

Non è chiaro a ICOMOS come il citato architetto del paesaggio abbia contribuito al progetto, considerato che lo sviluppo dell’area è stato completamente saturato di alti edifici. L’area è ai margini dell’area edificata della città, in diretto contatto con un tranquillo e ancora piuttosto ben conservato paesaggio agricolo; l’esistente tessuto edificato è caratterizzato da una molto inferiore altezza, dimensione e densità ed è contraddistinto da un aspetto tradizionale semirurale; sia il paesaggio e sia questo marginale periferico tessuto edificato sono stati sostanzialmente, in maniera avversa e permanente, impattati da questo complesso esagerato, di carattere urbano e con una impostazione aliena alla zona circostante. ICOMOS inoltre osserva che le prescrizioni della Soprintendenza non sono state mantenute, poiché nulla del complesso iniziale rimane nell’area.

ICOMOS osserva che nessuna documentazione visiva è stata fornita dei possibili impatti di questo complesso edificato dalla prospettiva visiva dalle ville palladiane situate su Monte Berico e localizzate a circa 500 metri dal nuovo complesso, o dai monumenti all’interno della città localizzati a distanza inferiore di 1 km in linea d’aria. Di conseguenza le ostruzioni visive nel panorama di alcune delle componenti e caratteristiche che esprimono l’Eccezionale Valore Universale del Patrimonio sono piuttosto certe, ma non si conosce la loro portata a questo stadio.

  1. Linea ferroviaria AV/AC e Tunnel di Monte Berico

Un’ulteriore petizione è stata spedita dallo stesso Osservatorio OUT nel 30.12.2014, riprendendo gli argomenti delle lettere precedenti ma informando anche dell’approvazione della linea ferroviaria di alta velocità e infrastrutture collegate che includono l’apertura di un tunnel di 1.350 m di lunghezza, 14 m di larghezza e 17 di altezza sotto Monte Berico, immediatamente sotto la villa Valmarana dei Nani, non lontano da villa La Rotonda (iscritta al sito W.H.).

Lo Stato Parte (Comune di Vicenza) risponde il 14.04.2015 fornendo una relazione di 54 pagine e uno studio di fattibilità elaborato dalla compagnia ferroviaria. Il progetto è incluso nella lista delle infrastrutture di maggior importanza nazionale dal 2001 e fu quindi inserito in un accordo inter istituzionale tra il governo italiano e la regione Veneto (2011). La documentazione fornita dallo Stato Parte riporta che diverse alternative sono state esplorate per il tracciato della nuova linea ferroviaria. Il Comune di Vicenza nel 2014 ha approvato lo studio di fattibilità con numerosi requisiti che riguardavano il tunnel per i bypass idraulico e viario, l’approccio sensibile al paesaggio di rilevanza storica e culturale della città di Vicenza e della sua cornice, il processo V.I.A., l’avvio da parte delle istituzioni di ricerca di studi e monitoraggio sui monumenti, insediamenti e infrastrutture esistenti e una serie di altri requisiti riguardanti tutti gli interventi collegati. La soluzione finale prevede che la nuova linea AC/AV si affianchi a quella esistente, nuove stazioni vengano costruite a est e a ovest della città e che l’attuale stazione venga dismessa, e la linea ferroviaria venga interrata nella parte corrispondente al centro storico, ciò rimarginando la potenziale frattura al tessuto urbano creato dalla linea ferroviaria e rendendo possibile il miglioramento dell’accessibilità viaria e della circolazione. I lavori complementari includono il sopra menzionato tunnel la cui ampia dimensione è motivata dal fatto che esso fungerà sia da bypass idraulico (per alleggerire il fiume Retrone) che viario. Altri lavori comprendono la costruzione di una linea di filobus che collega le stazioni ovest e est (Vicenza Fiera e Vicenza Tribunale).

Valutazione delle informazioni fornite

ICOMOS osserva che il progetto della nuova infrastruttura di trasporto si sviluppa attraverso lavori estesi, tecnicamente complessi e costosi, che certamente avranno impatti nell’intero tessuto urbano e socio-economico della città, come pure complessità idrologica e geologica. L’apertura di un grande tunnel sotto Monte Berico, vicino alla Villa Valmarana dei Nani, che è famosa nel mondo per i suoi affreschi del Tiepolo, e alla Villa Capra detta “La Rotonda”, è di grande preoccupazione a causa della dimensione del tunnel progettato e della vicinanza alle ville e la sua apertura potrebbe causare instabilità che potrebbe negativamente impattare sulla sopra citata villa, inoltre ulteriori vibrazioni potrebbero essere prodotte dal continuo movimento di un gran numero di veicoli. L’uscita orientale del tunnel è pianificata appena sotto, in corrispondenza di Villa Capra, inoltre l’inquinamento acustico che potrebbe essere prodotto dal traffico dalla futura strada potrebbe interessare la Villa come pure gli adiacenti insediamenti residenziali che potrebbe portare come conseguenza l’inserimento obbligatorio di barriere acustiche che a loro volta possono aggiungere ulteriori disturbi visivi negativi.

ICOMOS inoltre osserva che questi lavori probabilmente dureranno diversi anni creando sostanziali inconvenienti e impatti negativi indiretti alla vita socio-economica della città: un processo di consultazioni dovrebbe essere avviato a questo riguardo, in modo da informare i cittadini e di raccogliere informazioni e consigli di esperti da associazioni, organizzazioni professionali, istituzioni di ricerca che sono parte della società civile e che tutti assieme possono avere una conoscenza cumulativa che può essere utile per migliorare le soluzioni proposte o per trovarne di migliori.

RACCOMANDAZIONI

ICOMOS osserva che ciascuno dei succitati progetti, a causa della loro dimensione e impatto considerevole sulla città di Vicenza, il suo patrimonio urbano e paesaggistico e il suo più vasto scenario che sostengono l’Eccezionale valore Universale del sito, come pure sul profilo sociale, dovrebbero essere oggetto di valutazioni singole e cumulative sull’impatto sul patrimonio prima che venga presa qualunque decisione.

ICOMOS si rammarica inoltre che nessuna informazione sia stata fornita su questi progetti alla Commissione del Patrimonio Mondiale, attraverso il suo Segretariato, al primo stadio, come richiesto dal paragrafo 172 delle Linee Operative, malgrado il fatto che molti di essi abbiano una storia amministrativa lunga diversi anni e in molti casi con il diretto coinvolgimento del governo centrale (es. la base militare e la linea AV/AC) che dovrebbero aver facilitato le comunicazioni tra le agenzie internazionali.

Inoltre, ICOMOS osserva che la relazione periodica non riflette accuratamente la situazione corrente del sito, considerando i piani e progetti di grandi dimensioni che sono stati e vengono tuttora realizzati o messi in programma e il loro probabile impatto che non trovano una adatta documentazione nella relazione.

La riconversione del Cotonificio Cotorossi ha già eroso i valori della cornice paesaggistica di Vicenza e delle ville localizzate nelle sue vicinanze, mentre la costruzione della base militare nel sito del Dal Molin sembra abbia incontrato una forte opposizione dalla cittadinanza e ha inoltre lasciato un senso di sfiducia nelle istituzioni locali-nazionali e internazionali a livello della comunità. Secondo le informazioni trovate su internet (articolo Repubblica 11.05.2015) il progetto [di Borgo Berga, n.d.r.] è stato recentemente bloccato dalla Procura a causa dei possibili abusi rispetto alle normative e leggi esistenti.

Una vasta programmazione per il potenziamento della linea ferroviaria andrà ad aggiungere trasformazioni sostanziali alla città, probabilmente ci vorranno diversi anni prima che sia completata e potrebbe inoltre determinare impatti negativi e permanenti sulle importanti caratteristiche del sito.

Nel considerare tutti questi progetti nell’insieme, i loro effetti cumulativi sulla città e il suo paesaggio storico, sono verosimilmente causa di ulteriore erosione ai valori dell’ambiente storico del sito, come pure di impatti diretti sugli attributi di Eccezionale Valore Universale.

ICOMOS osserva che la città di Vicenza e alcune delle ville (palladiane) iscritte, situate nelle vicinanze e i loro contesti immediati e più ampi, essenziali al patrimonio per consentire la loro piena comprensione e apprezzamento, sembrano essere molto vulnerabili alla pressione dello sviluppo e delle infrastrutture che appaiono non essere stati soppesati adeguatamente riguardo al loro valore. Ciò fa intendere che ci sia una comprensione generale non appropriata da parte di coloro che prendono le decisioni, del ruolo del contesto storico proprio del sito nel veicolare il suo Eccezionale Valore Universale, che compromette l’efficacia di un approccio di gestione basato proprio sul mantenimento dell’integrita` del suo valore.

ICOMOS pertanto raccomanda che lo Stato Parte prenda in seria considerazione quanto segue:
– avviare con la massima urgenza una Valutazione di Impatto sul Patrimonio del sito (HIA) orientata alla valutazione degli impatti cumulativi sulla città di Vicenza e sulle ville localizzate nella vicinanza dei suoi progetti già realizzati e su quelli pianificati o derivati dalla revisione degli strumenti di pianificazione e programmazione a livello locale, regionale o nazionale. All’interno del quadro legislativo nazionale sono offerte valide occasioni  proprio anche dalla prescrizione di preparare una VIA (Valutazione Impatto Ambientale) e per la nuova linea ferroviaria così come una Valutazione Ambientale Strategica (VAS) per la modificazione degli strumenti di pianificazione che sono stati menzionati nella documentazione spedita dalle parti terze e dallo Stato Parte. Dal punto di vista dell’ICOMOS, la sopra citata HIA (Valutazione d’Impatto sul Bene) dovrebbe essere redatta da un soggetto indipendente con esperienza nel settore e i suoi risultati dovrebbero essere consegnati separatamente e solo successivamente integrati nei risultati della VIA della VAS;
– utilizzare l’attuale blocco dello sviluppo del progetto dell’ex Cotonificio Cotorossi per riconsiderare il suo completamento;
– invitare al più presto una missione di valutazione WHC-ICOMOS per verificare gli impatti dei lavori già realizzati, quelli già programmati e delle modifiche alle previsioni di pianificazione che possono guidare lo sviluppo dei progetti all’interno della buffer zone (zona cuscinetto) e di consigliare allo Stato Parte di trovare appropriate soluzioni alla mitigazione visiva delle opere  già realizzate e successivamente un modo per assicurare una gestione più efficace del sito basata sul valore del sito e del suo contesto.

ICOMOS rimane a disposizione dello Stato Parte per qualsiasi domanda o chiarimento che possa risultare necessario ed esprime la disponibilità e la volontà nel fornire consigli, se considerati utili.

ICOMOS, Charenton-le-Pont
Dicembre 2015

***

GLOSSARIO E NOTE TECNICHE

Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO

La Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, istituita nel 1950, ha lo scopo di favorire la promozione, il collegamento, l’informazione, la consultazione e l’ esecuzione dei programmi UNESCO in Italia. L’esistenza della Commissione discende da un preciso obbligo di carattere internazionale (Convenzione di Londra del 16 novembre 1945); peraltro, analoghe entità sono operative in quasi tutti i 195 Paesi membri dell’UNESCO.
WEB: http://www.unesco.it/cni/

+

Focal Point Nazionale per il Patrimonio Mondiale

L’Ufficio Patrimonio Mondiale UNESCO svolge, all’interno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC), la funzione di coordinamento delle attività connesse all’attuazione della Convenzione sulla protezione del Patrimonio Mondiale Culturale e Naturale.
Istituito nel 2004, l’Ufficio svolge anche compiti di supporto tecnico-scientifico al Gruppo di lavoro interministeriale permanente per il Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, attivo dal 1995 e formalmente istituito nel 1997 presso il MiBAC.
E’ parte della Commissione di Coordinamento per l’implementazione delle politiche di salvaguardia e promozione del patrimonio culturale immateriale e delle diversità culturali, istituita con D.D. del 10 aprile 2008 e coordinata dal Direttore dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del MiBAC.
WEB: http://www.unesco.beniculturali.it

+

ICOMOS International (International Council on Monuments and Sites)

ICOMOS è un’organizzazione internazionale non-governativa, senza fini di lucro impegnata a promuovere la conservazione, la protezione, l’uso e la valorizzazione del patrimonio culturale mondiale. Si dedica allo sviluppo di dottrine comuni, l’evoluzione e la diffusione delle conoscenze, la creazione di migliori tecniche di conservazione, e la promozione del patrimonio culturale.
ICOMOS è organo consultivo dell’UNESCO. Secondo la Convenzione UNESCO del 1972 “Recommendation concerning the Protection at National Level, of the Cultural and Natural Heritage”, ICOMOS è una delle tre organizzazioni non-governative o intergovernative internazionali nominata di consigliare il Comitato UNESCO nelle sue deliberazioni, insieme a IUCNInternational Union for Conservation of Nature e ICCROM The International Centre for the Study of the Preservation and Restoration of Cultural Property.
Inoltre, ICOMOS è responsabile della valutazione di tutte le nomine nella World Heritage List di beni culturali e misti, nei confronti del criterio fondamentale di “eccezionale valore universale”, e gli altri criteri come specificato nella convenzione.
In particolare ICOMOS è il consulente professionale e scientifico alla Commissione UNESCO per tutti gli aspetti che riguardano il patrimonio culturale e la sua conservazione.
WEB: http://www.icomos.org

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World Heritage (WH) Center

Il WHC e` stato fondato nel 1992 e svolge il ruolo di Focal Point e di coordinatore all’interno dell’UNESCO per quanto riguarda le tematiche del patrimonio mondiale. Esso ha il compito, tra l’altro, di farsi da tramite tra gli Stati parte e il WH Committee per tutti gli aspetti che riguardano la gestione del sito. L’attuale direttrice responsabile del WHC è la dott.ssa Machtild Rössler.
WEB: http://whc.unesco.org/en/world-heritage-centre

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World Heritage (WH) Committee

E’ l’organismo decisionale, che comprende 21 membri eletti dall’Assemblea Generale in rappresentanza degli Stati Parte (165). Il WH Committee si riunisce una volta all’anno (l’ultimo incontro si è tenuto a Istanbul dal 10 al 20 luglio): durante tla riunione plenaria vengono nominati nuovi siti patrimonio dell’Umanità e valutati i report compilati riguardanti lo stato di conservazione dei beni (individuati sulla base dei criteri di mantenimento dell’integrita` dei rispettivi valori eccezionali) nell’intento che essi non vengano gestiti in modo inappropriato.
La presidente del WH Committee e` Ms Lale Ülker (Turchia); il segretario Mrs Eugene Jo (Republic of Korea), vicepresidenti i rappresentanti di Libano, Perù, Filippine, Polonia, Tanzania.
WEB: http://whc.unesco.org/en/committee/

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Stati parte

Sono Stati che hanno aderito alla Convenzione sul Patrimonio Mondiale. Essi hanno il compito di individuare all’interno del proprio ambito nazionale quei siti che potrebbero essere degni di iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale. Gli Stati Parte hanno anche l’obbligo di tutela dei beni e di analisi periodica sul loro stato di conservazione.
WEB: http://whc.unesco.org/en/statesparties/

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